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Stellungnahmen - Prises de position - Prese di posizione

1996
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Vorwort - Préface - Premessa

Premessa

Con questa nuova raccolta delle proprie considerazioni e conclusioni, il Consiglio della Stampa presenta il proprio rendiconto annuale. Non vi sono pubblicati tutti i casi sottoposti alla sua attenzione, alcuni dei quali sono stati risolti informalmente oppure con brevi commenti epistolari, senza dire di quelli su cui non si è entrati in materia. I casi qui riportati sono quelli che hanno toccato questioni di fondo. Essi ci aiutano a chiarire la dimensione etica dell'attività mediatica e perciò meritano, a mio parere, di essere offerti alla pubblica attenzione e discussione.

Giustamente gli organi d'informazione rivendicano per sé una funzione di critica e di controllo e intendono continuare a pubblicizzare le storture del sistema politico o di quello economico. Anch'essi però devono essere aperti all'autocritica e disposti a riconoscere le storture del sistema mediatico. Un diverso atteggiamento sarebbe prova di arroganza e di eccesso di sensibilità.

A questo proposito, però, devo fare tre constatazioni:

1. Al Consiglio della Stampa si ricorre sempre più di frequente. Si nota una prevalenza di denunce contro periodici che fanno dell'inchiesta approfondita, e meno del lavoro sull'attualità, il loro obiettivo editoriale. Cresce, in parallelo, l'importanza dei denuncianti: il Dipartimento militare federale, la Migros, il consigliere agli Stati Cottier, il consigliere nazionale Blocher, l'ex-consigliera municipale Giger, banche, magistrati, ora addirittura il Consiglio federale.

2. I temi di fondo più rilevanti affrontati nella presente raccolta comprendono la corretta impostazione di un'intervista, le condizioni di lavoro dei fotografi, la commistione di attività politiche e giornalistiche oppure i limiti etici della satira. Alle riflessioni del Consiglio della Stampa sui rapporti tra politica e redazioni hanno dato un contributo notevole molti direttori di giornali; alle riflessioni sul giornalismo satirico sono stati associati degli umoristi, filosofi e docenti di lettere. Ogni presa di posizione contiene indicazioni preziose per la pratica professionale. Tutte sono state tempestivamente pubblicate e ampiamente diffuse. 3. Con la sola eccezione della presa di posizione sull'intervista (caso Cottier-„Facts"), pubblicizzata in occasione della conferenza stampa del 1996, la nostra attività non ha destato praticamente eco alcuna. Si direbbe che ai media non importi nulla dei loro problemi, che ai giornalisti non interessi sapere a quali conclusioni giunga il proprio organo di disciplina, che l'approfondimento della comprensione che potremmo avere della nostra professione e dei nostri metodi di lavoro non stia a cuore ad alcuno.

Questo mi fa rabbia, più ancora della critica. Perché la contraddizione è sempre benvenuta. Non sono pronunzie ex cathedra quelle del Consiglio della Stampa, bensì stimoli al dibattito, alla riflessione. Il nostro obiettivo è sostenere le redazioni nel loro sforzo autocritico, mettere nelle mani dei giornalisti utili sussidi alla soluzione dei problemi che incontrano. Ma condizione necessaria è che le nostre riflessioni, le nostre constatazioni, siano conosciute. Di ciò sono responsabili gli editori, i responsabili di programma, i direttori, i titolari delle rubriche di critica dei media.

Nel 1996, per la prima volta, una presa di posizione del Consiglio della Stampa è stata oggetto di una denuncia penale (caso „I Serbi" n. 3/1995). Le istanze che si sono finora pronunciate hanno dato ragione al Consiglio della Stampa, ma la causa è ancora pendente. E' una dimostrazione che le nostre risoluzioni sono prese sul serio dagli interessati. Personalmente, preferirei discuterne a una tavola rotonda radiofonica o nelle colonne dei giornalisti piuttosto che nella sala di un Tribunale. Il duplice giubileo che ci apprestiamo a ricordare nel 1997 (i 25 anni della „Dichiarazione dei doveri e dei diritti del giornalista" e i 20 anni dalla fondazione del Consiglio della Stampa) ci offre la possibilità di tirare seriamente le somme: il Consiglio della Stampa è uno strumento inutile? vale ancora la pena di impegnarvisi, malgrado tutto?

Roger Blum, presidente del Consiglio della stampa

See also: 'FACTS'

Stellungnahmen - Prises de position - Prese di posizione * 1996 * Vorwort - Préface - Premessa


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