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Se il giornalista deve proteggere un intervistato da se stesso.
Ci vuole prudenza nel raccontare la storia di un assassino che ha scontato la pena e vuole tornare a una vita normale. Occorre in particolare accertarsi, non solo che l'intervistato sia d'accordo con l'articolo, ma anche che la pubblicazione non possa causargli un torto.
Imprudente, perciò, il giornalista che ha raccontato sul «Matin» di una persona più volte condannata e che aveva trascorso 27 anni in carcere. Il colloquio deve aver avuto luogo normalmente, ma la scelta di dare i particolari del crimine più atroce commesso dall'ex detenuto avrebbero dovuto suggerire al giornale di mostrare il testo all'intervistato prima della pubblicazione. L'uomo non era stato avvertito di questo suo diritto, e la pubblicazione può effettivamente rendergli più difficile il reinserimento nella vita normale.
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