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Anche il sospettato di un crimine ha diritto alla protezione della sfera privata
Che sia stata l'autorità giudiziaria a fornire il nome e la foto di un sospetto non esime i media dal dovere di interrogarsi sulla compatibilità di tali pubblicazioni con la «Dichiarazione dei doveri e dei diritti». Poiché una maggioranza li ha semplicemente messi in pagina o mandati in onda senza porsi problemi, il Consiglio ha scelto di deliberare motu proprio sul caso. Nel presente rapporto la decisione è semplicemente ricordata, perché l'abbiamo ampiamente descritta nell'Annuario 2009 (30/2009).
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